September 30
Baudelaire - Canto D'Autunno
.I
Ben presto affonderemo nelle fredde tenebre;
addio, viva chiarità delle
nostre troppo brevi estati!
Sento già cadere con dei lugubri colpi
la legna echeggiante sul selciato dei cortili.
L'inverno rientra nel mio essere: collera,
odio, brividi, orrore, duro e
forzato affanno;
e come il sole nell'inferno polare,
il mio cuore non sarà più che una massa dura e ghiacciata.
Ascolto fremendo ceppo su ceppo cadere:
il patibolo non manda un'eco più
sorda.
Il mio spirito è come una torre che soccombe
sotto i colpi pesanti dell'infaticabile ariete.
Mi sembra, cullato da quei colpi monotoni,
che in gran fretta, da qualche
parte, si stia inchiodando una bara.
Per chi? - Ieri era ancora estate; ed ecco, l'autunno!
Questo rumore misterioso suona
per una partenza.
.II
Amo la luce verdastra dei tuoi lunghi occhi,
dolce beltà, ma tutto oggi m'è
amaro
e nulla, né il tuo amore, né l'alcova, né il caminetto
compensano il sole dardeggiante sul mare.
Ma pure, amami, tenero cuore, come una madre,
anche se sono ingrato e
cattivo;
amante o sorella, abbi l'effimera dolcezza
d'un glorioso autunno o d'un sole declinante.
Breve compito! Attende, la tomba, avida.
Ah, lascia che la fronte posata
sulle tue ginocchia,
gusti, rimpiangendo la bianca, torrida estate,
il raggio giallo e dolce della fine di stagione.
